il Sambuchino

 

novità tra le bibite frizzanti, a fermentazione naturale, cioè senza aggiunta di anidride carbonica, a base di fiori di sambuco.
Si ottiene lasciando in infusione nell'acqua i fiori, con limone, zucchero, un po' di aceto e vaniglia. Dopo 24 ore si filtra, si imbottiglia, e... si aspetta circa un mese, periodo necessario per renderlo limpido e frizzante.
Essendo un prodotto artigianale, tra una bottiglia e l'altra può esserci qualche differenza. A volte è molto più frizzante, a volte meno, a volte è torbido, a volte no, spesso presenta del deposito sul fondo della bottiglia; tutto ciò fa sì che nella storia più recente non abbia diffusione a livello commerciale.Questo non preclude le virtù di questa bibita. Il sambuco un tempo era molto apprezzato per le sue doti tra cui ricordiamo proprietà diuretiche, antireumatiche, emollienti delle vie aeree, rinfrescanti e antinfiammatorie. Presso alcune popolazioni la pianta del sambuco era addirittura considerata sacra e se cresceva vicino ad una casa si riteneva proteggesse i suoi abitanti.
In Italia è conosciuto nel Triveneto, e sopravvive sui nostri monti non solo nella memoria di qualche nonna, ma anche in sporadiche produzioni familiari di qualche appassionato.

Lo vendiamo in due confezioni:
formato piccolo da 18 cl. (modello "gazzosina")
formato grande da 75 cl.(la misura tipo bottiglia di vino).
Come per tutte le nostre produzioni gli ingredienti usati sono biologici: i fiori da raccolta spontanea, i limoni e l’aceto certificati e, al posto dello zucchero, usiamo fruttosio anch’esso certificato.

sambuchino

...un po' di storia del Sambuchino...
Probabilmente si tratta di una bevanda usata fin dall’antichità e prodotta in tutta la zona dove cresceva la pianta del sambuco, praticamente in tutto il continente europeo. Nel corso degli anni con l’espandersi delle zone industriali ed abitate e dell’agricoltura estensiva, il sambuco è stato relegato sempre più in zone marginali, le uniche dove si è mantenuta la tradizione di produrre vari tipi di trasformati sia con i fiori che con le bacche. Tradizionalmente veniva bevuto durante i lavori estivi come la mietitura e la fienagione grazie alle sue caratteristiche rinfrescanti, oppure come vino da dolce per il suo sapore simile al moscato. Per questo motivo era anche chiamato “lo spumante dei poveri” perché poteva essere prodotto con poca spesa e sostituire i più costosi vini bianchi nei brindisi degli abitanti della Valle dove per motivi cimatici l’uva non sempre matura bene.

Oggi noi lo proponiamo soprattutto ai bambini, al posto delle comuni bibite gasate, non altrettanto naturali;  la gradazione alcolica prodotta dalla fermentazione non costituisce per loro un problema, essendo bassissima ed impercettibile, e poi...  anche Harry Potter in una delle sue avvenure prende parte ad una tavolata in casa Weasley, dove si beve "vino di fior di sambuco"!

Gli adulti possono apprezzarlo per le sue caratteristiche dissetanti e, secondo la tradizione, digestive; inoltre, liberando la fantasia, si può utilizzarlo nella preparazione di cocktail.